Fontana delle Api
La fontana delle Api è
una fontana storica di Roma ubicata all'angolo di piazza Barberini con via
Veneto, realizzata nel 1644 da Gian Lorenzo Bernini.
A pochi mesi dalla realizzazione della fontana del Tritone, il 6 aprile 1644 papa Urbano VIII Barberini commissionò a Gian Lorenzo Bernini la costruzione di una fontana di piccole dimensioni, ad uso pubblico, che assolvesse alla funzione di «beveratore delli cavalli». L'opera fu realizzata nello stesso anno, e in onore del committente l'artista rappresentò sulla fontana le Api, simbolo araldico della famiglia del pontefice.
A pochi mesi dalla realizzazione della fontana del Tritone, il 6 aprile 1644 papa Urbano VIII Barberini commissionò a Gian Lorenzo Bernini la costruzione di una fontana di piccole dimensioni, ad uso pubblico, che assolvesse alla funzione di «beveratore delli cavalli». L'opera fu realizzata nello stesso anno, e in onore del committente l'artista rappresentò sulla fontana le Api, simbolo araldico della famiglia del pontefice.
Inizialmente collocata all'angolo di palazzo Soderini,
tra piazza Barberini e via Sistina, la fontana venne smontata nel 1880 per
motivi di intralcio alla viabilità, scomposta e messa nel deposito comunale di
Testaccio. Nel 1915, quando si decise di ricostruirla, la maggior parte dei
pezzi non fu però più ritrovata, e ne venne commissionata una copia ad Adolfo
Apolloni, che al posto dell'originario marmo lunense impiegò il travertino,
proveniente dalla demolita porta Salaria.
L'approvvigionamento idrico della fontana è garantito dalla vicina fontana del Tritone, con la quale condivide la canalizzazione delle acque: per questo motivo, il flusso è alquanto esiguo, con una pressione idrica troppo debole per consentire a Bernini la creazione di una fontana monumentale.
La valva superiore riporta un distico scritto di mano di Urbano VIII, che recita:
«Il Sommo Pontefice Urbano VIII, costruita una fontana a pubblico ornamento dell'Urbe, a parte fece fare questo fontanile per uso dei cittadini nell'anno 1644, ventunesimo del suo pontificato»

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